4/12/2007

MALATTIE DELLA VITE: L'OIDIO

Iniziamo oggi un viaggio attraverso le principali patologie della Vite, conoscendo l'Oidio, che insieme alla peronospora - che vedremo più avanti - costituisce una delle malattie più gravi e diffuse della vite, con maggior ripercussione sulle potenzialità produttive delle viti.
Viene anche detto "malbianco", o "nebbia". Originario del nord America, è stato introdotto accidentalmente in Europa nella metà del XIX secolo.
Sintomi: attacca sempre i tessuti giovani della pianta, mai quelli vecchi. Sulla pagina superiore delle foglie compare una efflorescenza muffosa di aspetto ragnateloso di colore grigio-biancastro, che si evolve in polvere biancastra (da cui il nome "malbianco"). Contro luce si vedono delle macchie decolorate, traslucide, simili alle "chiazze d'olio" tipiche della peronospora. La lamina fogliare si accartoccia verso l'alto assumendo la tipica conformazione "a coppa". Infine la foglia necrotizza. Sui germogli i sintomi sono analoghi: strato muffoso, lignificazione impedita, necrosi. Alla ripresa vegetativa, i germogli assumono il tipico portamento "a bandiera". Sui fiori l'attacco di oidio provoca l'aborto. Gli acini (attaccati tra l'allegagione e l'invaiatura) appaiono imbruniti con punteggiature nere e moffetta (botrite). Inoltre si ha la spaccatura della buccia, e la necrosi della rachide. In seguito all'attacco di oidio, la pianta difficilmente muore. Si hanno però gravi riduzioni di sviluppo e produttività. L'attività fotosintetica dei tessuti è ridotta, aumentano invece respirazione e traspirazione con conseguente depauperamento delle sostanze nutritive PROCESSO D'INFEZIONE: L'oidio è un ectoparassita obbligato della vite; non penetra all'interno dei tessuti colpiti, ma rimane all'esterno. Si attacca alla superficie dei tessuti tramite gli appressori, quindi sviluppa gli austori con i quali assorbe gli elementi nutritivi necessari al suo sviluppo.
ESIGENZE PER LO SVILUPPO DELLA MALATTIA: L'infezione primaria compare con temperature non inferiori a 6°C (a primavera inoltrata; fine Aprile, inizio Maggio). La temperatura ottimale per lo sviluppo della malattia è compresa tra i 21 e i 30°C. Oltre i 30°C il processo d'infezione si arresta.L'umidità relativa dell'aria influisce poco sullo sviluppo della malattia; questo fungo non necessita acqua per germinare. Clima alternato di pioggia e sole favorisce attacchi di oidio.
CONTROLLO: metodi preventivi. Spesso l'oidio compare sugli stessi ceppi di vite all'inizio di ogni stagione vegetativa. Questi ceppi costituiscono il centro di origine e diffusione della malattia (l'oidio sverna nelle gemme sotto forma di micelio, e sulle foglie cadute a terra o nella corteccia dei ceppi sotto forma di cleistotecio). Quindi è importante individuare e sopprimere queste piante, portatrici della malattia. Di solito, una volta che la malattia è comparsa, risulta difficile eliminarla del tutto. Quindi è importante la prevenzione. Pratiche colturali idonee aiutano a prevenire gli attacchi di oidio. La densità d'impianto ha influenza sullo sviluppo dei patogeni; le potature e la forma di allevamento possono facilitare l'aerazione e rendere più agevoli i trattamenti. Inoltre, una potatura equilibrata evita di creare le condizioni microclimatiche favorevoli al fungo, quali la mancanza di luce ed elevata umidità.
Prodotti antioidici
- Zolfo (in polvere o bagnabile). Fondamentale il trattamento in prefioritura.
- Dinocap (fungicida di copertura a base di nitrofenoli).
- IBS (= inibitori della biosintesi degli steroli) a base di triazoli, pirimidine, piridine, piperazine. Da soli o in miscela tra di loro, o con lo zolfo. Massimo 3 interventi all'anno per evitare la comparsa di fenomeni di resistenza.
- Quinoxifen
- Azoxistrobin
- Trifloxistrobin.
LOTTA BIOLOGICA con Ampelomyces quisqualis (AQ10); fungo antagonista dell'oidio, somministrato in miscela con olio minerale.
FIORI NEL VIGNETO: rose e giaggioli, ancora oggi piantati ai capi dei filari delle viti, servono da campanello di allarme in quanto, vegetando in anticipo, cominciano a soffrire delle malattie che affliggono la vite quali la peronospora e l'oidio, in anticipo, cosicché il vignaiolo accorgendosene, possa intervenire tempestivamente in vigna con gli appositi trattamenti, salvandola. I fiori inoltre attirano gli insetti, e se l'insetto si distrae con i fiori ci sono probabilità che non vada ad importunare l'uva... insomma...Evviva i fiori, coadiuvanti dell'agricoltura biologica!

4/10/2007

LE SIGLE DEL VINO, COSA SIGNIFICANO?

Effettivamente c'è da perdere la testa. DOC, DOCG, IGT.... Non sempre i prezzi ci aiutano nel farci comprendere quali di queste tipologie di vini è di maggior qualità. Ecco allora una piccola guida per orientarsi un pò.
D.O.C. (Denominazione Origine Controllata): sono vini prodotti in aree limitate, piccole e medie, e recano sull'etichetta il loro nome geografico. La produzione di tali vini è regolamentata da un apposito disciplinare di produzione. Di solito dopo la dicitura DOC è indicato il nome del vitigno e vengono commercializzati solo dopo attente analisi chimiche ed organolettiche.
D.O.C.G. (Denominazione Origine Controllata e Garantita): presentano qualità e notorietà superiore. Sono vincolati da un disciplinare di produzione rigidissimo, che ne regolamenta la capacità delle bottiglie con cui devono essere venduti (max 5 litri), all'impressione del marchio dello Stato che conferisce garanzia di origine e di qualità e permette la numerazione dei pezzi, al tipo di vitigno con cui ogni vino docg deve essere prodotto. Questa sigla, quindi, oltre ad assicurare la provenienza del vino ne evidenzia anche il particolare pregio qualitativo.
I.G.T. (Indicazione Georafica Tipica): aiuta il consumatore ad identificare con certezza la zona di produzione del vino. La pruduzione non è regolamentata da alcun disciplinare e i produttori non hanno altro obbligo di menzioni in etichetta.

CORSI DELLA FONDAZIONE MINOPRIO

  • CORSO QUINQUENNALE DI ISTRUZIONE PROFESSIONALE PER AGROTECNICI
Leg. Ric. DD.MM. 27.04.93, 15.07.96 - Paritario ai sensi della L. n. 62 del 10.03.2000
2005/2006
Figura Professionale e Finalità: Operatore Agroambientale.
Il corso si prefigge di trasmettere conoscenze sulle fondamentali esigenze di coltivazione vegetale e degli allevamenti zootecnici e di fornire abilità tecnico-pratiche e competenze nella gestione aziendale. L’area di professionalizzazione si incentra sul verde ornamentale ed ambientale L`Istituto, luogo di formazione e di educazione, promuove nello studente, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio e l`inserimento nella vita attiva.
Destinatari: Giovani provenienti dalla 3a media
Per info: Fondazione Minoprio Vertemate con Minoprio (CO) - Viale Raimondi, 54 - Tel. 031.900224. Fax 031.901223. e.mail - sito internet: www.fondazioneminoprio.it
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  • IL VERDE E' DONNA
Figura Professionale e Finalità: Addetta al Garden Center
Il corso risponde alle esigenze di riqualificazione di donne adulte disoccupate, alle quali si indirizzerà in maniera prevalente la formazione per l`inserimento in Garden Centre, settore di confine tra il produttivo agricolo ed il commerciale in continua fase di espansione ed alla ricerca di personale, prevalentemente femminile, con buone competenze tecniche specifiche del verde ornamentale e trasversali. Il progetto ha quindi come obiettivo di fornire competenze immediatamente spendibili nel mondo del lavoro, nella coltivazione protetta di piante ornamentali, nella preparazione, confezionamento e commercializzazione di prodotti del settore.
Destinatari: 12 Donne

Per info: Fondazione Minoprio Vertemate con Minoprio (CO) - Viale Raimondi, 54 - Tel. 031.900224. Fax 031.901223. e.mail p.codazzi@fondazioneminoprio.it - sito internet: www.fondazioneminoprio.it
Referenti: Codazzi Paolo Tel: 031.900224 Mail: p.codazzi@fondazioneminoprio.it Rossoni Giovanni Tel: 031.900224 Mail: g.rossoni@fondazioneminoprio.it

CALENDARIO DEI LAVORI DI APRILE

Campagna
"Aprile ogni goccia un barile" e "Terzo aprilante quaranta dì durante". I due proverbi si riferiscono a episodi metereologici che durante gli anni, in questo mese, si verificano con una certa frequenza. La pioggia in Aprile è indispensabile per la vite e l'olivo ma se cade nel terzo o nel quarto dì del mese spesso coincide con l'inizio di un lungo periodo di piovosità, da quì il popolare proverbio. Prosegue la semina della barbabietola da zucchero, mais, soia e girasole.
Frutteto
Come nel vigneto, proseguono i diserbi e secondo l'andamento metereologico, i trattamenti antioidici, antiperonosporici con zolfo, poltiglia bordolese e acuprici; insetticidi: contro afidi, tignole, carpocapsa, ecc.
Orto
Si piantano le nuove asparagiaie, si concimano le carciofaie.
Sotto tunnel: si trapiantano ortaggi di postime: cetrioli, melanzane, peperoni, pomodori, sedani da coste, zucchini.
Si seminano: carote, basilico, insalate e radicchi da taglio, fagiolini, cardi, cicorie, prezzemoli, ravanelli, rucola, valeriana.
Alveare
Aggiungere o sotituire nuovi telaini con il foglio cereo.
Cantina
Si può procedere all'imbottigliamento, in presenza di particelle intorbidanti necessita il "filtraggio".
Giardino
Si piantano a dimora tutte le fioriture estive precedentemente seminate;
Si seminano direttamente sul posto convolvoli, iberis, papaveri della California.
Si piantano Dalie, canna indica, gladioli, begonie, tuberose, ranuncoli, ecc.
Si travasano (rinvasano) le piccole piante da appartamento che lo necessitano.
Si eseguono le concimazioni.